Burcina: prossimo sito piemontese candidato al Patrimonio UNESCO?

La Burcina potrebbe diventare il terzo sito UNESCO del Biellese, dopo il Sacro Monte di Oropa e l’area palafitticola del lago Viverone, ma non vi è ancora la candidatura ufficiale.

Quindi la Burcina si aggiungerà presto alle altre 8 Meraviglie del Piemonte?

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire meglio questa vicenda

 

Burcina: il primo passo verso la candidatura

Come titola un interessante articolo de La Stampa di Paola Guabello del 10 marzo 2017, “La Burcina insegue il sogno UNESCO”.

Alessandro Ramella Pralungo, cosigliere dell’Ente di gestione con delega alla cultura e al Parco Burcina, è a capo di un team di esperti che si avvale della collaborazione dell’ente per la gestione delle aree protette del Ticino e del lago Maggiore, dell’Università di Torino e di una trentina di altre associazioni come Garden Club, FAI e Federparchi.

Questo team di esperti si è posto l’obiettivo di proporre e sostenere la candidatura del Parco della Burcina a Patrimonio Mondiale con la previsione di portare la candidatura davanti alla Commissione di Parigi già nel 2018.

Come ha detto Ramella Pralungo, “Il parco ha unicità che vanno ben oltre l’ambito europeo e che vanno valorizzate”, ad esempio il rododendro, di cui si può ammirare la fioritura tra maggio e giugno.

Burcina: il Parco Felice Piacenza

La storia del Parco (successivamente chiamato Parco Felice Piacenza) ha inizio durante la prima parte del XIX secolo. A inizio ‘800, l’industriale Giovanni Piacenza acquistò i terreni circostanti il Bric Burcina (che con i suoi 829 metri è il punto più alto del parco) e decise di adibirli a parco, ispirandosi alla moda inglese del Giardino Paesistico.

A Giovanni si deve la creazione dei primi sentieri e la messa a dimora di molte sequoie del Parco.

Al figlio Felice si deve invece l’ampliamento del parco con la messa a dimora di nuove piante esotiche, la creazione della famosa Conca dei rododendri e l’ampliamento della rete sentieristica del Parco.

Nel 1934, il Comune di Biella acquistò il Parco, che si estende per 57 ettari fra Biella e Pollone, realizzò alcune opere per rendere il parco più accessibile e lo intitolò a Felice Piacenza (di cui fece anche erigere un busto).

Nel 1957 infine, sul Bric Burcina, venne rinvenuto materiale archeologico appartenente all’età del Bronzo e all’età del Ferro.

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