Città Proibita Patrimonio UNESCO

La Città Proibita di Pechino (北京故宫) è entrata a far parte del Patrimonio UNESCO nel 1987 come sito singolo ma oggi, con l’aggiunta della Città Proibita di Shenyang  fa parte di un sito seriale: il sito dei Palazzi Imperiali Ming e Qing – 明清皇宫

La Città Proibita – Fotografia di Corrado Pastore

La Città Proibita di Pechino (北京故宫)

La costruzione dell’enorme complesso architettonico della Città Proibita durò tredici anni, dal 1407 al 1420, sotto la dinastia Ming. La Città Proibita fu il palazzo imperiale della Dinastia Ming, che regnò fino al 1644, e poi della Dinastia Qing, che vi restò fino al 1911.

Nei 908 edifici della Città Proibita hanno vissuto 24 imperatori, l’ultimo dei quali fu Puyi, che fu costretto ad abdicare nel 1911. Il complesso, completamente circondato da mura alte dieci metri e con torri ai quattro angoli, si estende su una superficie di 720000 metri quadrati.

La Città Proibita sotto la nevicata del gennaio 2010 – Fotografia di Corrado Pastore

Gli edifici della Città Proibita furono costruiti interamente in legno, il che li esponeva a un elevatissimo rischio di incendio, ma gli artigiani chiamati a risolvere il problema diedero prova di tutto il loro ingegno: tutti gli edifici della Città infatti, esternamente paiono normali edifici in legno, ma al loro interno contengono grossi blocchi di pietra che prevengono il rischio di incendio. Inoltre, nei cortili interni furono disposte più di trecento giare contenenti acqua da utilizzare in caso di incendio.

Guida al Patrimonio dell’Umanità di Italia e Cina

Nel libro bilingue “Guida al Patrimonio dell’Umanità di Italia e Cina”, nato da una collaborazione fra ANGI e Centro per l’UNESCO di Torino, vengono presi sia i siti italiani sia i siti cinesi con descrizioni dettagliate, storia e curiosità. Il primo volume analizza i 50 siti italiani (il volume è aggiornato al 2014) prima in italiano, con testi a cura del Centro per l’UNESCO di Torino, e poi in cinese con i testi tradotti dai traduttori di ANGI. Nel secondo volume invece, si analizzano i 47 siti cinesi con i testi in italiano realizzati da ANGI e i testi in cinese ufficiali inviati dalla CNFUCA (Federazione Cinesi dei Centri e Club UNESCO). L’opera è stata presentata nel maggio del 2015 presso il Salone Internazionale del Libro di Torino e a ottobre 2015 a Expo 2015 a Milano presso il Padiglione Cinese.

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