Cittadella di Alessandria candidata al Patrimonio Mondiale UNESCO

Proseguiamo il nostro viaggio fra i siti piemontesi inseriti nella Tentative List italiana. Cos’è la Tentative List? La Tentative List (o Lista Propositiva) è l’elenco di tutti i beni che un Paese propone come candidati all’apposita commissione UNESCO che ogni anno elegge i nuovi siti Patrimonio UNESCO.

La Tentative List italiana comprende 41 beni, di cui 4 si trovano in Piemonte. Dopo aver analizzato le candidature della Sacra di San Michele (inserita nel sito seriale  “Paesaggi culturali degli insediamenti Benedettini nell’Italia medievale”) e di Ivrea, passiamo oggi a un bene che è stato inserito in questa “lista d’attesa”  ben 11 anni fa, nel giugno 2006: la Cittadella di Alessandria.

Cittadella di Alessandria: una fortezza dei Savoia

La Cittadella di Alessandria, eretta nel XVII secolo sulla sponda sinistra del fiume Tanaro, è l’unica fortezza di pianura edificata dai Savoia ed è uno dei migliori esempi europei di fortezza ancora inserita nel suo ambiente originario: la visuale non è ostruita da case o palazzi e non vi sono grandi e trafficate arterie che la lambiscono.

La sua costruzione ebbe inizio nel 1732 per volere di Vittorio Amedeo II e sarà poi ultimata sotto il regno di Carlo Emanuele III di Savoia. Il progetto fu affidato all’architetto Ignazio Bertola che prese spunto dalle lacune dell’impianto difensive di Torino nel 1706 per apportare le dovute modifiche e creare una fortezza al passo coi tempi.

Bertola ideò allora una struttura a forma di stella a sei punte, tutte culminanti in un bastione, collegate da mura e circondate da un fossato. All’interno della Cittadella ricostruito ella si trovano vari edifici, tra cui un’ospedale, tutti collegati fra loro tramite gallerie e casematte. La Cittadella era poi collegata alla città tramite un ponte i pietra coperto da un tetto di coppi.

Il “Battesimo del fuoco” della Cittadella di Alessandria avvenne fra il 1745 e il 1746 quando, pur non essendo ancora terminata, resistette per ben sette mesi agli attacchi degli austriaci. A fine ‘800, la Cittadella cadde in mano ai francesi prima e agli all’esercito austro russo poi.

Nel 1800 però, Napoleone riconquista la Cittadella e decide di ampliare e restaurare la fortezza e di circondare Alessandria con nuove mura difensive e otto nuove fortificazioni allo scopo di creare una base logistica per l’esercito napoleonico.

Il periodo di splendore della Cittadella di Alessandria però è breve, infatti nel 1814 l’esercito austriaco distrugge il campo francese a ridosso della Cittadella e restituisce la fortezza al Regno di Sardegna, per il quale rivestirà una grande importanza per tutto il periodo del Risorgimento.

Dopo l’Unità d’Italia, la Cittadella di Alessandria viene utilizzata come caserma e come deposito militare e durante la Seconda Guerra Mondiale viene pesantemente bombardata, così come l’intero abitato di Alessandria.

Cittadella di Alessandria: l’unicità della fortezza

Come riportato sul sito ufficiale del World Heritage Centre UNESCO nella pagina della Tentative List dedicata alla Cittadella di Alessandria, viene presa in considerazione la sua unicità rispetto alle altre fortezze esistenti e si paragona la Cittadella di Alessandria alle altre fortezze inserite nella Lista dei Patrimoni Mondiali.

In questa pagina si legge che “fin dal XVI secolo, nei trattati militari si parla dettagliatamente di fortezze esagonali ma la Cittadella di Alessandria è la più importante. A oggi, la Lista del Patrimonio Mondiale non include altri esempi simili, eccetto per la fortezza di Suomenlinna (Finlandia) che, pur essendo dello stesso periodo, è completamente diversa da un punto di vista storico e geografico.”

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