Coordinate d’Oriente – Alessandro Perissinotto

Coordinate d’Oriente è un romanzo dello scrittore, traduttore e professore torinese Alessandro Perissinotto edito nel 2014 da Piemme. Nel 1997 Perissinotto ha esordito come autore di romanzi polizieschi con L’anno che uccisero Rosetta. Il suo terzo romanzo è Treno 8017, romanzo poliziesco che si ricollega a un tragico fatto accaduto nel 1944: il disastro di Balvano.

Nel 2007 invece, Perissinotto inaugura la serie di indagini della psicologa Anna Pavesi, di cui abbiamo già parlato a proposito del romanzo L’orchestra del Titanic.

Coordinate d’Oriente: alla ricerca di Pietro

In Coordinate d’oriente il narratore, che è docente all’Università di Torino, si interessa per una serie di eventi alla vita di Pietro Fogliatti, imprenditore torinese emigrato in Cina per lavoro. Pietro ha un sogno: vuole costruire a Shanghai la “sua” fabbrica, dove i dipendenti potranno godere di tutti i loro diritti e non essere sfruttati.

Per Pietro però l’Oriente significa anche un nuovo inizio, significa lasciarsi alle spalle un bagaglio emozionale pesantissimo fatto di tragiche vicende familiari, un divorzio e la fine di un’amicizia.

Invece, nel suo bagaglio di imprenditore, Pietro porta con sé il ricordo del padre, morto di tumore per le vernici velenose respirate sul lavoro. Nella fabbrica cinese di Pietro tutto questo non deve accadere: niente vernici velenose, niente morti bianche, niente sfruttamento ma molti diritti.

I sogni di Pietro però si scontrano con la cruda realtà, con le logiche di mercato e con i nuovi soci americani, che sembrano guardare più al profitto che all’etica. Allora l’utopia di Pietro ha vita breve e il destino si riprende tutto.

Ma il destino ha altro in serbo per lui: il destino gli farà conoscere Jin, la donna misteriosa che appende fiori a un semaforo, che lava i pavimenti e suona il pianoforte, che appare e scompare. Anche Jin, come Pietro, attende con pazienza la morte di chi gli ha strappato tutto. Pietro e Jin diventano amici, amanti e cercano di sostenersi a vicenda per non sprofondare in quel mare d’odio che hanno creato intorno a loro.

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