Cronaca di una morte annunciata – Gabriel García Márquez

Cronaca di una morte annunciata, titolo originale Crónica de una muerte anunciada, è un romanzo del 1981, edito per la prima volta in Italia da Arnoldo Mondadori Editore nel 1982.

La storia narrata in Cronaca di una morte annunciata si basa su un fatto di cronaca realmente accaduto in una cittadina colombiana; i nomi dei protagonisti della vicenda sono però di fantasia e lo stesso Márquez ha dichiarato di aver aggiunto un’ampia dose di narrazione alla vicenda.

Nel 1987 il romanzo èà stato poi portato sul grande schermo da Francesco Rosi, che ha diretto il film Chronicle of a Death Foretold con un cast di tutto rispetto: Gian Maria Volonté, Ornella Muti, Rupert Everett e Irene Papas con sceneggiatura di Tonino Guerra.

Cronaca di una morte annunciata

Santiago Nasar viene accusato di aver disonorato Ángela Vicario e per questo i due fratelli della ragazza, Pablo e Pedro, lo uccidono.

Il romanzo racconta di come il narratore, amico di Santiago, tenti di far luce sull’accaduto ricostruendo i momenti immediatamente precedenti e successivi all’accaduto.

Il romanzo inizia con la descrizione della mattina in cui Santiago verrà ucciso: la città è immersa in un’attività frenetica per i preparativi per l’arrivo del vescovo. Il racconto si intreccia con la storia d’amore fra Ángela Vicario e Bayardo San Román e delle loro nozze, una festa che coinvolge tutta la comunità.

Ma proprio durante la festa per le loro nozze, Bayardo scopre che la moglie non è più vergine e la ripudia. Pedro e Pablo chiedono alla sorella il nome del ragazzo che l’ha disonorata e giurano vendetta. 

Da questo punto in poi, l’atmosfera del romanzo cambia completamente e assume tinte cupe e tragiche, con i due fratelli che, palesando le loro intenzioni agli abitanti del villaggio, tentano di evitare l’omicidio.

Dopo Cent’anni di solitudine, Cronaca di una morte annunciata è il romanzo di  Márquez che più mi ha colpito e che ho riletto più volte: un vero capolavoro di narrazione e suspence.

Precedente Glastonbury, un mistero inglese dal ritmo incalzante Successivo I due tesori UNESCO del Biellese