Giulia dei poveri e dei re – Cristina Siccardi

Giulia dei poveri e dei re è una biografia, scritta da Cristina Siccardi ed edita da Il Punto Piemonte in bancarella nel 1998. Il libro parla della vita della Marchesa Giulia di Barolo.

Giulia dei poveri e dei re: la straordinaria storia della marchesa di Barolo

Durante la visita del Palazzo Falletti di Barolo a Torino, ho appreso le gesta di Giulia Colbert, la Marchesa di Barolo, moglie del Marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo e ho deciso subito di saperne di più sulla figura di Giulia di Barolo.

Pochi giorni dopo, passeggiando per Piazza Statuto, in uno dei tanti banchetti di libri nuovi e usati, mi sono imbattuto in questa biografia e ho deciso di acquistarla subito… e sono convinto di aver fatto la scelta giusta.

Giulia: fra nobili e poveri

Juliette Colbert nacque nel 1785 in Vandea in una famiglia appartenente all’aristocrazia francese che fu duramente attaccata pochi anni dopo durante la Rivoluzione Francese.

Il 18 agosto 1806 sposò il marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo e si trasferì a Torino a Palazzo Falletti di Barolo che era luogo di ritrovo dell’élite culturale e politica piemontese e francese. Il Palazzo ospitò per molto tempo lo scrittore Silvio Pellico, reduce dall’esperienza della prigionia nella Fortezza dello Spielberg.

Ma il principale interesse dei coniugi Falletti di Barolo era la beneficenza. La Marchesa Giulia infatti, insieme al marito, fondò e diresse numerosi enti di beneficenza. La coppia si dedicò all’assistenza delle carcerate, all’assistenza ai poveri, alla creazione di scuole gratuite, elargì donazioni al nascente Cimitero Monumentale e insieme fondarono la Congregazione delle Suore di Sant’Anna.

Il suo impegno per migliorare le condizioni delle detenute non si limitò a fornire vitto e abbigliamento e a garantire il diritto all’istruzione, ma Giulia elaborò addirittura un piano di riforma carceraria che le valse la nomina, nel 1821, di soprintendente del carcere.

Giulia di Barolo: una vita al fianco degli ultimi

Innumerevoli furono le opere di beneficenza di Giulia e Tancredi di Barolo, ma le principali furono rivolte alla costruzione di scuole, all’allargamento del diritto allo studio e all’elargizione di borse di studio.

Ma anche dopo la morte del marito, avvenuta nel 1838, Giulia continuò a dedicarsi ai meno fortunati fondando un ospedale per bambine disabili e alcune scuole per le figlie di famiglie operaie.

L’ultima opera di Giulia di Barolo fu la costruzione della Chiesa di Santa Giulia nel quartiere popolare di Vanchiglia.

Giulia morì nel 1864 e tra le sue volontà vi fu la costituzione dell’Opera Pia Barolo, alla quale affidò l’intero patrimonio di famiglia.

Nel 1911 è stato avviato il processo di beatificazione per Giulia di Barolo e nel 2015 Papa Francesco l’ha dichiarata Venerabile.

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