Il seggio vacante – J. K. Rowling

Il romanzo dell’Inghilterra di oggi, secondo The Magazine

Il romanzo Il seggio Vacante, edito da Salani nel 2012 è il primo romanzo della Rowling al di fuori della Saga di Harry Potter e dell’argomento magia. In questo romanzo la Rowling si riconferma, a mio giudizio, una grande scrittrice che ci fa stare con il fiato sospeso di fronte al rapido susseguirsi delle vicende della piccola cittadina inglese di Pagford.

Barry Fairbrother non voleva uscire a cena. Aveva avuto un mal di testa martellante per quasi tutto il fine settimana e stava lottando contro il tempo per consegnare il pezzo al giornale locale entro la scadenza. A pranzo, tuttavia, sua moglie era stata un po’ fredda e taciturna, e Barry aveva concluso che il biglietto di buon anniversario non aveva attenuato il crimine di essere rimasto tutta la mattina chiuso nel suo studio. Il fatto poi che avesse scritto di Krystal, che Mary non poteva soffrire pur non dandolo a vedere, non migliorava le cose.

Un gioiello, una cittadina idilliaca dove però, dietro alle villette perfette con un prato ben falciato, si nascondono intrighi, gelosie e lotte per il “Seggio Vacante”, il posto nell’amministrazione comunale lasciato vuoto dal defunto Barry Fairbrother. La lotta per prendere il suo posto scatenerà un vero e proprio terremoto negli equilibri della piccola cittadina e rivelerà la vera natura di alcuni dei suoi abitanti. Come dice Time Magazine, Il Seggio Vacante è “l’opera commovente di un’autrice che comprende fino in fondo sia gli esseri umani che i romanzi.”

il seggio vacante

Il seggio vacante: Resterete senza fiato

Il seggio vacante è un romanzo che si legge tutto d’un fiato. Personalmente, credo di non aver mai letto 500 pagine così velocemente. I periodi brevi e incisivi danno alla vicenda un ritmo serrato e ti “incollano alla poltrona”.

Il Seggio Vacante è un romanzo che ci porta direttamente all’interno della piccola-media borghesia di una piccola cittadina.

Ma chi può tollerare di sapere quali stelle sono già morte? C’è qualcuno al mondo che possa sopportare di sapere che lo sono tutte?

 

Infine, vorrei fare i complimenti alla traduttrice Silvia Piraccini, che ha saputo tradurre l’intenso ritmo narrativo, i sagaci giochi di parole e il linguaggio moderno e pungente della Rowling.

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