Jonas Jonasson – L’analfabeta che sapeva contare

15L’analfabeta che sapeva contare è il secondo romanzo dell’autore svedese Jonas Jonasson, edito nel 2012 da Bompiani nella traduzione di Margherita Podestà Heir.

La differenza fra la genialità e la stupidità è che la genialità ha i suoi limiti.

L’analfabeta che sapeva contare: vi farà ridere, ridere e ancora ridere

Nombeko, una ragazza sudafricana nata in una baracca di Soweto che è costretta a lavorare come addetta alla pulizia dei bagni pubblici per sopravvivere, abbandona forzatamente il ghetto per lavorare e finisce a lavorare presso il responsabile degli armamenti nucleari sudafricani.

Nombeko emigra clandestinamente in Svezia e influenzerà le vicende di quel paese.

Nel corso della narrazione, incontriamo una lunga serie di personaggi eccentrici: due fratelli gemelli con una sola identità fiscale, due agenti del Mossad, un disertore della guerra del Vietnam, tre donne cinesi che producono e vendono copie delle statue in terracotta della Dinastia Han, una ragazza arrabbiata, una baronessa che coltiva patate, il re di Svezia e il suo primo ministro e il segretario del partito comunista cinese Hu Jintao. Cosa accomuna tutti questi personaggi? Una bomba atomica da 3 megatroni.

La possibilità che un’analfabeta si trovi rinchiusa in un furgone per il trasporto delle patate in compagnia del re svedese e del primo ministro, è pari a una su quarantacinque miliardi seicentosessantasei milioni duecentododicimila ottocentodieci. Questo sulla base dei calcoli effettuati dall’analfabeta in questione.

l'analfabeta che sapeva contare

Ironia ed equivoci

Come ne Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, Jonas Jonasson inserisce, all’interno di una narrazione veloce, frizzante e ironica, fatti realmente accaduti reinterpretandoli in chiave comica e adattandoli alla vicenda.

Consiglio caldamente questo romanzo a tutti gli amanti dei romanzi comici, di quella comicità a volte un po’ surreale che esaspera alcune situazioni reali (l’autore infatti, parte da fatti realmente accaduti e li reinterpreta in chiave comica) e ironizza sugli aspetti più grotteschi dell’uomo.

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