La “cultura del tartufo” candidata a Patrimonio Immateriale

La Commissione italiana per l’UNESCO intende candidare entro il 2018 la “cultura del tartufo” a Patrimonio Immateriale.

“Cultura del tartufo” candidata al Patrimonio Immateriale

La candidatura della “cultura del tartufo” verrà presentata alla commissione di Parigi presumibilmente nel 2018 e quindi potrà essere inserita nella Lista del Patrimonio Immateriale già dall’anno successivo.

La candidatura della “cultura del tartufo” è promossa dal Centro nazionale di studi del Tartufo e dall’associazione nazionale Città del Tartufo.

Territori della “cultura del tartufo”

La “cultura del tartufo” è diffusa, oltre che nei territori di Lazio, Molise, Umbria e Marche, soprattutto in Piemonte con le Langhe e la città di Alba, considerata la capitale mondiale della trifola.

Se questa candidatura andasse a buon fine, come tutti ci auguriamo, Alba si potrebbe fregiare della doppia targa UNESCO: una per i Paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato e la seconda per la “cultura del tartufo”.

La “cultura del tartufo” non celebra una serie di antichissime pratiche legate alla tradizione gastronomica, ma celebra anche il rapporto uomo-natura e uomo-cane che si instaura durante la “cerca”, che è appunto il processo di ricerca del tartufo con l’ausilio del cane.

Cos’è il Patrimonio Immateriale?

La Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale è stata approvata Il 17 ottobre 2003 dalla Conferenza Generale UNESCO al fine di tutelare la cultura tradizionale e del folclore del nostro Pianeta.

L’UNESCO si propone lo scopo di salvaguardare i linguaggi, i rituali, le consuetudini sociali, le cognizioni e le prassi dell’artigianato che nei millenni si sono tramandati di generazione in generazione e hanno contribuito all’evoluzione dell’Umanità.

Questo insieme di sapere è spesso affidato alla tradizione orale e proprio per questa ragione l’UNESCO ha deciso di tutelarlo come se si trattasse di un bene materiale.

Il Patrimonio Immateriale in Italia

L’Italia ha 6 beni inscritti nella Lista del Patrimonio Immateriale: l’Opera dei Pupi per la Sicilia, il Canto a Tenore per la Sardegna, la Dieta Mediterranea, il Saper fare liutaio di Cremona, le Macchine dei Santi (Sassari, Viterbo, Nola e Palmi) e la Pratica agricola della vite ad alberello di Pantelleria.

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