La rete di protezione – Andrea Camilleri

La rete di protezione di Andrea Camilleri è il venticinquesimo romanzo della serie con protagonista il commissario Montalbano. La rete di protezione è edita da Sellerio nel 2017, a ben 23 anni di distanza dal primo libro della fortunatissima serie, intitolato La forma dell’acqua.

La rete di protezione è stata la mia seconda lettura sotto l’ombrellone dell’estate 2017 e credo di poter dire che è uno dei miei romanzi preferiti fra quelli con protagonista il commissario Montalbano, anche se il mio preferito in assoluto rimane La gita a Tindari.

La rete di protezione: atmosfere anni ’50

Il paese di Vigàta è in subbuglio a causa delle riprese di una fiction di produzione italo-svedese ambientata negli anni ’50: molti negozi sono chiusi temporaneamente e sono stati trasformati in un set cinematografico… nemmeno Marinella viene risparmiata dalle luci della ribalta.

La polizia è impegnata a mantenere l’ordine pubblico e a far sì che le riprese si svolgano senza intoppi e per fortuna ladri e criminali sembrano osservare una sorta di tregua, dando così pace a Montalbano e compagni.

Un doppio mistero

A turbare la calma di Montalbano ci penseranno prima un gemellaggio fra Vigàta e la città di Kalmar e poi due misteri da risolvere: uno proveniente dal passato e uno molto più attuale, che riguarda la Rete con la R maiuscola, internet.

Montalbano è così costretto a tuffarsi in un mondo a lui sconosciuto: quello dei social e dei blog. A fargli da guida fra profili Facebook e Tweet, troviamo una guida spassosissima: l’impareggiabile Catarella.

Indagando su quest’episodio di bullismo, Montalbano sarà costretto a confrontarsi con una generazione che lui sente distantissima: adolescenti più a loro agio a scrivere al cellulare e a conversare su skype che non a conversare faccia a faccia con lui. Per fortuna Salvuzzo, il figlio di Mimì Augello, lo aiuterà ad avventurarsi in questo mondo sconosciuto.

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