La rizzagliata – Andrea Camilleri

La rizzagliata è un romanzo di Andrea Camilleri del 2009. Il libro è stato scritto in italiano da Camilleri ma è uscito prima in lingua spagnola con il titolo La muerte de Amalia Sacerdote (traduzione di Juan Carlos Gentile Vitale) aggiudicandosi, nel 2008, la seconda edizione del Premio Internacional de Novela Negra.

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In un mio post precedente vi avevo parlato dei miei romanzi preferiti di Camilleri: La gita a Tindari e La concessione del telefono. La gita a Tindari è il mio romanzo preferito con protagonista Montalbano mentre La concessione del telefono è il mio preferito fra i libri di Camilleri non appartenenti alla saga del celebre commissario di Vigata. Ecco, La rizzagliata si trova al secondo posto.

La rizzagliata: intrecci politico-economici

 

La vicenda ruota intorno alla morte di Amalia Sacerdote, figlia del Segretario Generale dell’Assemblea Regionale Antonino Sacerdote, che viene ritrovata morta in casa sua con il cranio sfondato da un pesante portacenere. Viene subito accusato del delitto Manlio Caputo, fidanzato di Amanda e figlio del leader della sinistra siciliana.

Michele Caruso, direttore del telegiornale regionale della RAI, tralascia di dare la notizia dell’emissione di un avviso di garanzia nei confronti di Manlio. quest’omissione scatenerà l’ira di Alfio Smecca, il suo redattore capo e Caruso sarà coinvolto, suo malgrado, in una “rizzagliata”: un complesso intreccio politico, economico e mafioso.

Il titolo dell’opera richiama la parolaa “rizzaglio”, un tipo di rete a forma di campana con dei piombini alla base. La rete viene gettata in acqua aperta in modo che, affondando, catturi il maggior numero possibile di pesci: a questo punto la rete viene chiusa dal pescatore mediante la corda che si trova alla base.

«Assolutamente no!» sclamò Michele Caruso, il direttore.
«Vorrei chiarirti…» insistì Alfio Smecca, redattore capo e conduttore del notiziario regionale di prima serata.
«Non hai niente da chiarirmi, Alfio».
«Ma è ’na pura e semplici notizia di cronaca, Michè!».
«Quanto sei ’nnuccintuzzo, Alfiù! Tiè, mozzica il ditino!».
«Non capisco, Michè».
«Ma come, avrebbero mandato un avviso di garanzia al figlio dell’onorevole Caputo e tu me la chiami ’na pura e semplici notizia di cronaca?».
«Pirchì, non lo è ’na notizia di cronaca?».
«Certo che lo è! Ma sto sforzannomi di farti capire che non è né pura né semplici! E tu lo sai benissimo! Perciò la conclusione è che ti sei completamenti rincoglionito»

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