Paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato – Patrimonio UNESCO in Piemonte

Patrimonio UNESCO in Piemonte

Il Patrimonio UNESCO in Piemonte è presente con 4 siti seriali. Cosa sono i siti seriali? Si tratta non di un singolo sito, ma di un insieme di siti, che possono trovarsi nella stessa regione, in regioni diversi o in Stati diversi (in questo caso si parla di siti transfrontalieri). Il primo sito piemontese inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 1997 è il sito seriale delle Residenze Sabaude, il secondo è il sito dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia ed è stato inserito nella Lista del Patrimonio UNESCO nel 2003, il terzo sito seriale, nella Lista dal 2011, è quello dei Siti palafitticoli dell’arco alpino mentre il quarto ed ultimo (solo in ordine temporale) è il sito dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato, inserito nella Lista nel 2014.

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Paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato

I Paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato, dopo essere stati inseriti nella Tentative Liste del Patrimonio Mondiale UNESCO già nel 2006, sono stati riconosciuti come Patrimonio UNESCO nel 2014 in quanto “eccezionale testimonianza vivente della tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione, di un contesto sociale, rurale e di un tessuto economico basati sulla cultura del vino” e testimonianza del profondo legame tra il territorio, il patrimonio costruito degli insediamenti, e l’attività agricola che hanno trasformato il paesaggio.

Le sei aree UNESCO

La zona dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato che l’UNESCO ha proclamato Patrimonio Mondiale ha un’estensione di oltre 10.000 ettari ed è stata suddivisa in sei aree di interesse.

La prima area è quella della Langa del Barolo, che si estende a sud del Piemonte. Qui viene prodotto uno dei vini più prestigiosi al mondo: il Barolo

La Langa del Barolo
La Langa del Barolo

Sempre con il calice in mano si passa alla seconda area, le colline del Barbaresco, che comprende vigneti prevalentemente coltivati a Nebbiolo, da cui si produce il Barbaresco. La zona comprende i borghi di Barbaresco e Neive.

La terza area è quella del castello di Grinzane-Cavour: un’area famosa per i suoi vigneti ma anche per la celebre asta del tartufo bianco che si svolge, ogni anno, nella splendida cornice del castello.

Canelli è il quarto territorio patrimonio UNESCO. Il territorio di Canelli presenta vigneti prevalentemente coltivati a Moscato Bianco, vitigno da cui si produce il vino spumante  Asti, uno dei vini bianchi italiani più esportati.
Anche la zona di Nizza Monferrato, zona di coltivazione del vitigno Barbera, rientra nei territori riconosciuti dall’UNESCO. La quinta area racchiude anche importanti testimonianze della cultura del vino, tra cui il Museo Bersano. Nizza Monferrato viene identificata come la “capitale” del Barbera ed è un eccezionale esempio di città villanova medievale.

Il Monferrato degli Infernot
Il Monferrato degli Infernot

Il Monferrato degli Infernot è l’ultimo territorio entrato a far parte di questo siito seriale. In questa zona del Basso Monferrato sorgono gli infernot, vecchie cantine profonde diversi metri e scavate direttamente in una particolare roccia simile al tufo (la Pietra da Cantoni). Malgrado le scarse nozioni di edilizia e geologia, i costruttori di queste cantine sono riusciti a realizzare opere quasi perfette.

Guida al Patrimonio UNESCO di Italia e Cina

residenze sabaude patrimonio unesco

Il sito dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato è il quarto a essere trattato nel primo dei due volumi della Guida al Patrimonio UNESCO dell’Umanità di Italia e Cina.

Il primo volume analizza i 50 siti italiani (il volume è aggiornato al 2014 e il 51° sito italiano è stato aggiunto a Giugno 2015) prima in italiano, con testi a cura del Centro per l’UNESCO di Torino, e poi in cinese con i testi tradotti dai traduttori di ANGI.21

L’opera bilingue in due volumi (uno dedicato ai siti italiani e uno dedicato a quelli cinesi)  è stata presentata nel maggio del 2015 presso il Salone Internazionale del Libro di Torino e a ottobre 2015 a Expo 2015 a Milano presso il Padiglione Cinese.

 

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