L’Atroce Accademia – Lemony Snicket

L’Atroce Accademia è il quinto romanzo della saga Una serie di sfortunati eventi di Lemony Snicket. In Italia è uscito nel 2002 con Salani nella traduzione di Valentina Daniele mentre la versione originale, intitolata The austere academy, è uscita nel 2000.

L’Atroce Accademia: la Prufrock Preparatory School

L’Atroce Accademia si apre con la descrizione del giorno in cui gli orfani Baudelaire, rimasti senza un tutore dopo le vicende narrate in La sinistra segheria, si recano per la prima volta nel loro nuovo collegio: la Prufrock Preparatory School.

Il signor Poe ha garantito agli orfani che potranno stare al sicuro dal conte Olaf in quanto la scuola è dotata di un potente computer in grado di sorvegliare l’intera area e intercettare l’eventuale presenza del loro subdolo nemico.

La scuola e le sue assurde regole

Fin dalle prime righe si capisce che la Prufrock Preparatory School è un posto per nulla accogliente né minimamente allegro: gli edifici sono a forma di pietra tombale e il motto della scuola è MEMENTO MORI.

Come se non bastasse l’atmosfera tetra, il signor Nero, preside del collegio, è un suonatore di violino che compensa la sua mancanza di talento per la musica con un narcisismo esagerato.

Il preside infatti, obbliga gli alunni della scuola ad assistere ogni sera ai suoi lunghissimi concerti e infligge una curiosa punizione a chi non esegue questo ordine: il giorno successivo non riceverà le posate a mensa.

L’ATROCE ACCADEMIA

A rendere ancora più pesante e difficile la situzione, c’è la decisione del preside Nero di far lavorare Sunny come segretaria.

Isadora e Duncan 

I fratelli Isadora e Duncan Pantano sono gli unici amici degli orfani Baudelaire e li aiutano a sopravvivere alla dura vita nella scuola e soprattutto li aiutano a risolvere i problemi della “casa” che è stata loro assegnata.

Beh, anche se stanchi e frustrati, almeno gli orfani Baudelaire sono al sicuro dal conte Olaf… o no?

Lo scoprirete solo leggendo il quinto capitolo della storia dei fratelli più sfortunati della letteratura.

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