L’ispettore Coliandro – Serie tv

L’ispettore Coliandro è una serie televisiva trasmessa dal 2006 da Rai 2 e tuttora in produzione. La serie diretta dai Manetti Bros vede protagonista l’ispettore Coliandro, interpretato da Giampaolo Morelli. L’ideatore e sceneggiatore della serie è lo scrittore Carlo Lucarelli.

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L’ispettore Coliandro: il personaggio

L’ispettore Coliandro non è stato creato da Lucarelli per la serie tv ma lo scrittore per caratterizzare il suo personaggio si è ispirato alle sue stesse opere. L’ispettore Coliandro compare già nel 1991 nel racconto Nikitanel romanzo del 1993 Falange Armata, nel romanzo del 1994 Il giorno del lupo e nella raccolta di fumetti di Onofrio Catacchio Coliandro del 1994. Inoltre, Lucarelli ha preso ispirazione dal personaggio di Vittorio nel suo romanzo del 1997 Febbre gialla per la sceneggiatura dell’episodio Vendetta cinese.

L’ispettore Coliandro. Il braccio maldestro della legge.

Nella serie tv, Coliandro è un giovane ispettore di Polizia della Questura di Bologna (il personaggio letterario era invce un sovrintendente) che tutti chiamano semplicemente per cognome. Coliandro è il poliziotto più pasticcione e combinaguai della Questura di Bologna ma alla fine, per una serie di coincidenze fortunate, riesce sempre a risolvere l’indagine alla quale sta lavorando. Ma anche quando alla fine riesce a riportare un successo, i suoi superiori non gli riconoscono i meriti.

Coliandro è sfortunato, è vero, ma a volte si caccia proprio nei pasticci: inizialmente infatti era alla Mobile ma poi è stato punito per aver fatto saltare la copertura di un Carabiniere e per punizione viene mandato prima all’ufficio passaporti e poi allo spaccio alimentare, dove però conosce il giovane e simpatico agente Gargiulo.

Coliandro dice di odiare gli estremismi politici, sia di destra che di sinistra, ma è vittima di luoghi comuni e pregiudizi che lo fanno sembrare violento, sessista e razzista. L’ispettore è intollerante verso gli extracomunitari e contrario alla presenza di donne in polizia.

L’ispettore vive con il mito del poliziotto americano dei film d’azione. In casa sua non vi sono libri ma solo videocassette di film come Die Hard o Rambo. Al lavoro, Coliandro prova a intimidire i sospettati citando frasi di film di Mel Gibson, Bruce Willis o del suo attore preferito, Clint Eastwood, nei panni di Harry Callaghan.

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L’ispettore Callaghan è il suo mito assoluto, infatti Coliandro cerca di imitarlo non solo nel modo di parlare ma anche nei modi di fare, con scarsi risultati però: infatti Coliandro sviene non appena vede una goccia di sangue.

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