Sparsa le trecce morbide sull’affannoso petto: vita e morte dei Longobardi a Brescia

Nella centrale Via dei Musei a Brescia si può riscoprire un periodo affascinante della storia di questo capoluogo lombardo: la dominazione longobarda dal VI all’VIII secolo d.C.. Le testimonianze artistiche e architettoniche di quell’epoca si possono ammirare ancora oggi sotto la tutela del Patrimonio UNESCO.

I Longobardi a Brescia

Dopo l’arrivo a orde di Visigoti, Unni e Ostrogoti, portatori di saccheggi e distruzioni, per un breve periodo si ebbe l’illusione, assai fugace, di un ritorno alla libera Brixia romana. Tuttavia, dopo l’insediamento nelle montagne friulane e a Verona, i Longobardi di Alboino occuparono Brescia nella primavera del 569 d. C., facendone una roccaforte strategica allo sbocco delle vallate che conducevano oltralpe. Sotto la monarchia militare longobarda, la città crebbe di prestigio assumendo lo status di ducato.

Dal ducato di Brescia alla corona del regno

Due duchi di Brescia sono persino passati alla storia come re dei Longobardi, per giunta tra i più celebri: il primo è Rotari, reso immortale dall’editto promulgato nel novembre 643; il secondo è tristemente noto come l’ultimo re longobardo, Desiderio, sotto il cui regno, nel 774, la capitale Pavia cedette sotto l’esercito di Carlo Magno, segnando così la fine della monarchia longobarda.

Re Desiderio e la sua Brescia

Indissolubilmente legato alla città che gli diede i natali, re Desiderio contribuì a renderla bella e prospera ordinando la costruzione di edifici imponenti, come il Monastero femminile di Santa Giulia, nel 753, e il convento maschile di Leno, purtroppo demolito nel 1783. A Santa Giulia il re elargì ricchi doni e sua figlia Anselperga ne fu badessa. Il monastero fu inoltre rifugio di un’altra figlia del re, Desideria, dopo che venne ripudiata da Carlo Magno; la morte di Desideria, più conosciuta come Ermengarda è poeticamente descritta dal Manzoni nel coro dell’atto quarto dell’Adelchi, dal celebre incipit “Sparsa le trecce morbide sull’affannoso petto”.

I Longobardi e l’UNESCO

Il monastero di Santa Giulia, insieme alla Basilica di San Salvatore (VIII secolo, poi ampliata nel XII secolo) e al quattrocentesco Coro delle monache, oggi è parte dei Musei di Santa Giulia, imponente polo museale che ripercorre la storia bresciana fin dalle origini. L’intero complesso è tutelato dall’UNESCO e inserito nel sito seriale I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-744 d. C.) insieme ad altre meravigliose testimonianze emblematiche del regno longobardo in Italia. e della sintesi culturale e artistica tra la tradizione romana, la spiritualità cristiana, le influenze bizantine e i valori mutuati dal mondo germanico.

Ilaria Igieni

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Fonti:

  • Natale Palomba, Frammenti di storia bresciana, 2016, Cavinato Editore International, Brescia
  • Sito Internet UNESCO Italia 
  • Itinerari storico-artistici nel bresciano: A Brescia e dintorni (Valtrompia e pianura), Provincia di Brescia Turismo

 

 

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