Il menestrello di Duluth incanta l’Accademia Svedese

Nobel per la letteratura 2016 a Bob Dylan

 

bob dylan

Un‘assegnazione del Nobel per la letteratura molto attesa quella che ha premiato oggi Bob Dylan, ma a dir poco insperata. I sostenitori del conferimento di questo riconoscimento al cantautore statunitense, infatti, hanno dovuto aspettare vent’anni dalla prima candidatura al Nobel, tanto che forse ormai avevano perso le speranze.

Pluripremiato per la sua poesia

Eppure è successo davvero: l’Accademia Svedese ha annunciato oggi il vincitore dell’ambito Premio con la motivazione di aver «creato una nuova poetica espressiva all’interno della grande tradizione canora americana», confermando così il valore letterario di questo artista già sancito nel 2008 con la vittoria del prestigioso Premio Pulitzer per «il potere poetico delle sue canzoni» e da molti altri riconoscimenti per la sua musica. E ora il suo nome è scritto nel firmamento della letteratura statunitense accanto a “pezzi grossi” come Hemingway e Steinbeck.

“È difficile riuscire a essere liberi con una canzone – riuscire a farvi entrare tutto. Le canzoni hanno troppi limiti… Woody Guthrie una volta mi disse che le canzoni non devono essere tali, ma si sbagliava; devono avere una forma, per potersi adattare alla musica. Si possono modificare le parole e in parte anche la metrica, ma una struttura deve pur sempre esserci; ho raggiunto un maggiore grado di libertà con le mie canzoni più recenti, ma nonostante tutto mi sento ancora limitato. Ecco perché scrivo un sacco di poesie, se questa è la parola giusta per indicare ciò che scrivo; la poesia può creare da sé la propria forma” (1964)

La gioia e lo stupore dei sostenitori

Forse qualcuno potrà non essere d’accordo con la premiazione di un “musicista”; tuttavia non si può non considerare l’ecletticità di questo artista: cantautore, pittore, scultore, attore, conduttore radiofonico e naturalmente scrittore e poeta. Quel che è certo è che la reazione dei presenti in sala all’annuncio del Comitato dei Nobel parla chiaro: un boato, un’espressione di sorpresa, stupore, gioia. Il menestrello di Duluth (Minnesota, 24 maggio 1941) ha decisamente incantato l’Accademia Svedese. In fondo ci era già riuscito in parte nel 1996, anno della sua prima candidatura al premio letterario, ma ci sono voluti vent’anni e molte altre candidature perché la sua poetica ricevesse questo riconoscimento a livello mondiale. Non si può dunque dire che la vittoria di Bob Dylan fosse del tutto inaspettata, ma piuttosto i suoi sostenitori si erano rassegnati a dover attendere ancora un po’ per vederlo “poeta laureato”. E invece oggi sorridono leggendo il giornale o guardando il tg.

Ilaria Igieni 

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