Per questo mi chiamo Giovanni – Luigi Garlando

Per questo mi chiamo Giovanni è un romanzo per ragazzi del giornalista e scrittore Luigi Garlando, edito nel 2004 dalla Fabbri Editore.

Per questo mi chiamo Giovanni: da un padre a un figlio il racconto della vita di Giovanni Falcone

Giovanni è un bambino palermitano che per il suo decimo compleanno riceve un regalo speciale: una giornata con il suo papà. Sì, proprio così, una giornata tutta per loro, una giornata per passeggiare, andare al mare e chiacchierare.

Come promesso, il padre gli racconterà perché lui si chiama proprio Giovanni. Il padre organizza allora per il figlio una passeggiata durante la quale racconta al figlio la storia di Giovanni Falcone.

Giovanni Falcone

Le tappe di questa passeggiata nei luoghi simbolo della vita del magistrato antimafia saranno il punto di partenza per raccontare al figlio le vicende salienti della vita di Giovanni Falcone e del “pool antimafia”.

La partita contro il mostro

E come spiegare la lotta alla mafia a un bambino? Il padre utilizza un approccio “calcistico”: Giovanni è il centravanti della sua squadra (il “pool antimafia”) che deve sconfiggere la squadra del mostro, la mafia appunto.

Il mostro però cerca di “sgambettare” Giovanni, come è successo a Maradona in quella famosa partita contro l’Inghilterra ai Mondiali di Inghilterra del 1986. E anche Giovanni, come Maradona, riuscì tante volte a non essere sgambettato e a segnare tanti gol per la sua squadra.

Per questo mi chiamo Giovanni, oltre a raccontare in modo magistrale la storia di Giovanni Falcone, trasmette anche un importante messaggio: la mafia può essere sconfitta e per essere sconfitta è importante che i bambini non si lascino mai sopraffare dalla mafia ma la vedano come un’ingiustizia.

Per trasmettere questo messaggio a suo figlio, il papà di Giovanni fa continui riferimenti a Tonio, un prepotente della classe del figlio che pochi giorni prima ha spinto un compagno giù per le scale, rompendogli un braccio.

Giovanni e i suoi compagni fanno finta di nulla e dicono alla maestra di non aver visto la scena, così Tonio rimane impunito: ecco spiegato il concetto di omertà.

 

 

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