Resto qui – Marco Balzano

Resto qui è un romanzo dello scrittore e insegnante milanese Marco Balzano pubblicato nel febbraio 2018 da Einaudi.

Resto qui è il quarto romanzo di Balzano, ricercatore in lettere con alle spalle parecchie pubblicazioni su Leopardi, Belli e Pascoli.

Resto qui: il dolore di Trina e quello di un’intera vallata

Resto qui ripercorre, attraverso le parole di Trina, la storia di Curon (in Valvenosta, Sudtiroolo) diviso prima dall’odio, dalle fazioni politiche e dalla guerra e infine spazzato via da una diga, la diga che forma il lago di Resia e che ha sommerso il paese di Curon, di cui oggi rimane solo il campanule che emerge dal lago artificiale (vedi fotografia).

Il campanile di Curon nel lago di Resia – Fotografia di Corrado Pastore

La narrazione è dal punto di vista di Trina, che vediamo diventare donna, moglie e madre, nel periodo a cavallo della seconda guerra mondiale.

Il dolore di Trina per la perdita della figlia, scomparsa durante nel primo periodo della seconda guerra mondiale, è enorme e si va a sommare alle sempre più crescenti difficoltà a cui Trina e suo marito Eric andranno incontro per poter rimanere a vivere nel loro paese.

Noi e loro, ovvero italiani e tedeschi

All’inizio del romanzo, vediamo Trina alle prese con l’esame di Maturità e con gli studi per diventare maestra: correva l’anno 1923.

Ma pochi anni dopo, quando Trina è laureata e si appresta ad entrare nel mondo del lavoro, avviene una rivoluzione: il regime Fascista esige che si parli italiano nei locali pubblici e bandisce la lingua tedesca.

Tutti i nomi vengono italianizzati: vie, piazze, nomi di montagne e persino i nomi sulle lapidi. Trina e le maestre come lei, non solo non possono parlare e insegnare il tedesco, ma non possono nemmeno insegnare l’italiano perché le assunzioni favoriscono gli insegnanti provenienti da altre parti d’Italia.

Trina per poter insegnare è costretta all’illegalità: infatti, incomincerà a insegnare tedesco in clandestinità, rischiando il confino.

Curon e la diga

Il progetto di costruzione di una diga nei territori fra Curon e Resia era già stato eseguito nel 1911 dai tecnici della Montecatini, che però lo accantonarono per via del terreno costituito solamente da detriti di dolomia.

Il progetto venne poi ripreso nel 1923 e i lavori iniziarono una decina d’anni dopo. Nel romanzo, sembra che gli unici abitanti di Curon a preoccuparsi seriamente del problema siano Trina ed Eric, gli altri dicono che il progetto non verrà realizzato e se ne disinteressano perché tanto hanno già manifestato l’intenzione di andarsene oltre confine.

Resto qui è un romanzo in cui le sofferenze e le difficoltà Storia si intrecciano con le sofferenze di una storia famigliare travagliata. A mio avviso, il ritmo della narrazione e la scelta di affidare le parole di Trina a una lettera alla figlia, rendono ancora più incisivo questo romanzo.

Una lettura caldamente consigliata! 

 

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