Sacra di San Michele: prossimo Patrimonio UNESCO del Piemonte?

La Sacra di San Michele candidata a diventare Patrimonio UNESCO è un titolo che ho letto più volte negli ultimi mesi, a partire dal giugno scorso quando è trapelata la notizia. Ovviamente la notizia mi ha rallegrato ma, sapendo che i prossimi siti verranno proclamati Patrimonio solamente nel giugno prossimo, non ho più dato peso alla notizia. Ieri però, dopo aver letto l’ennesimo articolo riguardante la Sacra di San Michele, ho deciso di andare a dare un’occhiata al sito ufficiale del Patrimonio UNESCO e documentarmi meglio.

La Sacra di San Michele nella Tentative List

Per prima cosa, sono andato a leggere la Tentative List dell’Italia per verificare la presenza della Sacra di San Michele. La Sacra di San Michele non risulta iscritta come sito singolo ma è inclusa all’interno di un sito seriale, la stessa tipologia degli altri quattro siti già presenti in Piemonte. La Sacra è inserita all’interno del sito “Paesaggi culturali degli insediamenti Benedettini nell’Italia medievale” insieme ai complessi di Subiaco, Montecassino, San Vincenzo al Volturno, Farfa, San Pietro al Monte a Civate, Sant’Angelo in Formis a Capua, San Vittore alle Chiuse a Genga.

La Sacra, insieme agli altri complessi Benedettini, è stata inserita nella Tentative List il 18 marzo 2016. Ma…

Cos’è la Tentative List?

La Tentative List (Lista Propositiva) è l’elenco di tutti i siti che un Paese candida come Patrimonio UNESCO.

Nel giugno di ogni anno la Commissione UNESCO si riunisce e decide quali siti possono entrare a far parte del Patrimonio Mondiale UNESCO ma i siti che vengono “scartati” continuano a far parte della Tentative List di ogni Paese.

Al momento l’Italia conta 41 siti iscritti in questa speciale “lista d’attesa” e ben 4 coinvolgono il Piemonte: i già citati complessi Benedettini, la “Cittadella di Alessandria” (in Lista dal 2006), “Ivrea, città industriale del XX secolo” (in lista dal 2012) e i “Bacini del Lago Maggiore e del Lago d’Orta (in Lista dal 2006).

La Sacra di San Michele

Sul sito WHC (World Heritage Centre) viene sottolineato come la Sacra sia un esempio significativo di come l’arte romanica  abbia saputo adattarsi al paesaggio alpino. Viene anche sottolineata l’importanza architettonica del complesso, le cui fondamenta poggiano sulla roccia del Monte Pirchirano e viene sottolineata l’importanza della posizione dell’intero complesso: la Val di Susa infatti, era una delle principali vie di comunicazione fra l’Italia e il resto d’Europa.

Non ci resta quindi che aspettare il giugno prossimo per vedere se la Sacra di San Michele, uno dei simboli del Piemonte, diventerà Patrimonio Mondiale UNESCO.

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