Sull’orlo del precipizio – Antonio Manzini

Sull’orlo del precipizio è una novella satirica di Antonio Manzini edita nel 2015 da Sellerio. In questo romanzo il celebre autore della serie di indagini sul vicequestore Rocco Sciavone (ora protagonista anche dell’omonima serie tv) disegna uno scenario catastrofico per il futuro dell’editoria.

L’autore si chiede cosa succederebbe se tutte le principali case editrici italiane si riunissero sotto un’unica sigla? Il risultato è un racconto ironico e pungente: la storia di un grande scrittore e di come il suo mondo possa crollare nel giro di pochi minuti.

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Sull’orlo del precipizio: cosa succederebbe se…

«Guardava il monitor del suo computer. Al centro del foglio bianco, in Times New Roman, corpo 14 maiuscolo grassetto, aveva scritto la parola FINE. L’orologio segnava le 23:30. Sull’orlo del precipizio, il suo ultimo romanzo, era terminato. Due anni, sei mesi e tredici giorni, tanto era costato in termini di tempo. A questo si dovevano aggiungere l’ansia, la fatica, le notti insonni, i dolori alla cervicale, 862 pacchetti di sigarette, tre influenze, 30 rate di mutuo. Alle 23:30 di quel 2 ottobre 2015 guardando quella parola semplice di due sillabe, Giorgio Volpe, uno dei più grandi scrittori italiani, si interrogava sul suo stato d’animo».

Come leggiamo nell’incipit, Giorgio Volpe ha appena finito di scrivere il suo ultimo romanzo, intitolato Sull’orlo del precipizio e non gli rimane che consegnarlo alla sua casa editrice per l’editing finale. Giorgio scopre che la sua casa editrice è appena stata assorbita da un grande gruppo, la Sigma, che controlla le principali case editrici italiane.

Ha inizio così l’epopea di Giorgio che, in balia di inquietanti figuri in doppiopetto che odiano le metafore e amano solo ciò che «fa vendere», cerca di orientarsi in un mondo editoriale totalmente cambiato dove lo scrittore diventa un «codice prodotto» e la sua libertà di espressione viene fortemente limitata.

Sull’orlo del precipizio è una distopia che richiama alla mente 1984 di George Orwell e Fahrenheit 451 di Ray Bradbury.

 

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