Tutti giù per terra – Giuseppe Culicchia

Tutti giù per terra, edito nel 1994, è il romanzo d’esordio di Giuseppe Culicchia, scrittore, traduttore e saggista torinese. Da questo romanzo, nel 1997, è stato tratto l’omonimo film diretto da Davide Ferrario e interpretato da Valerio Mastrandrea.

Tutti giù per terra: Walter il precario

Il protagonista di Tutti giù per terra è Walter, un ragazzo torinese poco più che ventenne, sognatore, che disprezza gli atteggiamenti e i valori dei suoi coetanei. Walter decide allora di iscriversi al servizio civile in un centro di accoglienza per nomadi ed extracomunitari. Intanto si iscrive all’Università, dove frequenterà la Facoltà di Filosofia ma non darà neanche un esame.

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Walter non ha amici: né al lavoro né all’università. Frequenta una ragazza, Beatrice, ma la storia storia d’amore sarà breve: i due non riescono ad avere rapporti sessuali. La verità è che Walter non condivide i valori dei suoi coetanei e non ne capisce i meccanismi: non si identifica nei movimenti studenteschi che caratterizzano quegli anni e non condivide l’ossessione di molti suoi coetanei per la ricchezza. Walter dovrà affrontare problemi anche nel rapporto con i genitori, soprattutto con il padre che cerca di spronare in ogni modo il ragazzo a trovare un lavoro e a “farsi una carriera” e non capisce come il figlio possa trascorrere le sue giornate tra dischi e libri. L’unica persona con la quale può parlare liberamente e sfogare la sua rabbia è la zia Carlotta, che quando morirà lascerà un grande vuoto in lui.

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Romanzo generazionale

Il finale, che non voglio svelarvi, è molto intenso e significativo. Possiamo dire che Tutti giù per terra è un romanzo generazionale, che con il suo linguaggio semplice, diretto e vivace riesce a trasmettere il ritratto di Walter, un ragazzo come tanti, alle prese con i problemi della sua generazione. Un romanzo che, a distanza di più di vent’anni è ancora attuale.

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