L’uomo che piantava gli alberi – Jean Giono

L’uomo che piantava gli alberi è un racconto allegorico di Jean Giono, uscito in Francia nel 1953 mentre la prima edizione italiana è del 1958 con il titolo L’uomo che piantò la speranza e crebbe la felicità.

Nel 1996 il racconto è stato pubblicato da Salani con la traduzione di Luisa Spagnol e il titolo L’uomo che piantava gli alberi. L’edizione che io ho letto è del 2008, sempre nella traduzione di Luisa Spagnol e con illustrazioni di Simona , all’interno della collana Istrici d’oro di Salani.

Quest’ultima edizione ha anche una presentazione di Franco Tassi, direttore del Centro Studi Ecologici Appenninici e Responsabile Centro Parchi già Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Elzéard Bouffier, l’uomo che piantava gli alberi

Durante una passeggiata sulle colline della Provenza, il narratore incontra un pastore che vive in un piccolo villaggio, in compagnia del suo cane e delle sue pecore. Il narratore si trova costretto a chiedere al pastore un rifugio per la notte, visto che il villaggio più vicino dista un giorno di cammino e il pastore, parlando il meno possibile, acconsente e gli offre ospitalità.

Dopo una cena spartana Elzéard Bouffier, il pastore, si siede al tavolo a scegliere le ghiande da piantare l’indomani: egli infatti pianta le ghiande per far crescere un bosco di querce. Il pastore ha perduto la moglie e il figlio e vorrebbe che quel suo piccolo villaggio non morisse per mancanza di alberi.

La guerra e la nuova attività

Nel 1914 scoppia la Prima Guerra Mondiale e il narratore si deve allontanare per andare a combattere e così per cinque anni non vede più Elzéard. Quando nel 1918 torna a trovarlo, il pastore ha venduto le pecore e ha acquistato diverse arnie di api ma non ha mai smesso di piantare alberi: adesso intorno alla fattoria sorgono boschi di faggi e querce.

Un racconto autobiografico?

Leggendo L’uomo che piantava gli alberi si potrebbe pensare a una storia autobiografica, dove Giono è il giovane narratore che incontra il pastore solitario. In realtà, come poi specificato da Giono stesso, il racconto è allegorico e non narra una storia vera.

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