Flavia Selli: intervista con l’autrice

A pochi giorni dall’uscita del suo nuovo romanzo La collezione, ho intervistato per voi la scrittrice Flavia Selli, di cui avevamo già parlato a proposito del suo precedente romanzo Il bianco e il nero.

Flavia Selli e La Collezione

Corrado: Dopo “Il Bianco e il Nero”, è da poco uscito il tuo nuovo romanzo “La collezione”. Puoi farci qualche anticipazione sulla trama? 

Flavia: Certamente, e con piacere. Si tratta di un romanzo, come il precedente, nella più classica tradizione del giallo-noir. Non poliziesco, vede quali protagonisti personaggi “comuni”: individui che, loro malgrado, si ritrovano coinvolti in vicende dall’alto grado di pericolosità, e che segneranno (non necessariamente e del tutto in negativo) le loro esistenze, in senso sia avventuroso sia sentimentale. Nello specifico, la vicenda de “La Collezione” ruota intorno a Veronica, detta Vicky, una non più giovanissima neo laureanda in Scienze della Terra, amante della montagna e delle esplorazioni in grotta, e che, impegnata in un rilevamento sotterraneo per la propria tesi di laurea, incapperà un giorno nel crollo imprevedibile di un diaframma roccioso, che le riserverà non soltanto la meravigliosa suggestione di cunicoli inesplorati, ma anche sorprese davvero poco piacevoli. Allo sconvolgente imbattersi in uno di essi nel corpo di un uomo pressoché mummificato dal tempo, seguirà infatti il terrore di ritrovarsi le funi di risalita recise ed il ferimento quasi mortale del compagno John, rimasto ad attenderla in superficie; questi non saranno, lo dico a tutti voi amanti della suspense, che i prodromi di un susseguirsi di eventi che intrecceranno l’esistenza di Vicky tra sentimenti, amicizie, il lavoro per la tesi e i tanti perché cui vorrà dare una risposta. Si tratterà dunque di scoprire, seguendo Vicky tra la Milano del Centro e della Facoltà e gli incantevoli paesaggi alpini delle Alte Valli Bergamasche, il perché dell’attentato alle loro vite, l’identità dell’uomo della grotta, e soprattutto, nel disinteresse che le autorità sembrano dimostrare, il significato del criptico messaggio affidato dallo sconosciuto in punto di morte alle viscere della terra e da lei ritrovato. Non mancherà di riservare una sorpresa neppure John, l’amorevole biologo inglese con cui Vicky sogna di condividere il proprio futuro. Come dicevo accennando alla tradizione classica del giallo, tutto non si risolverà che nei colpi di scena finali. Una curiosità: tutti i luoghi descritti sono reali, così come la presenza della galleria stradale varata da decenni in Valle Brembana e mai ultimata, e che ha acceso in me l’idea di trasmettere un intrigo simile ai lettori.

C: Il tuo precedente romanzo era ambientato (almeno inizialmente) a Milano. Con questo nuovo libro si rimane in Lombardia, ma l’ambientazione questa volta è montana. Si tratta di una zona che conosci bene?

F: Sì, l’ambientazione è in gran parte montana: le Alpi Orobiche dell’alta valle Brembana, come dicevo. E sì, conosco molto bene tutte le aree descritte, che frequento da sempre e che da qualche tempo mi vedono fortunata presenza per diversi mesi l’anno. Come Vicky amo la montagna, e amo ritirarmi lassù, per dedicarmi interamente, oltre che alle passeggiate in quota, allo scrivere.

Fra presente e futuro

C: Dopo l’uscita di un nuovo libro, uno scrittore è impegnatissimo con la promozione, le presentazioni e altri eventi. In questi giorni riesci a dedicarti alla scrittura o preferisci rimandare a momenti più tranquilli? 

F: E’ vero: presentazioni e firmacopie sono parte integrante della vita di uno scrittore. Le prime solitamente limitate al periodo a ridosso della uscita dell’opera, i secondi invece si possono proporre davvero a lungo nel tempo, per lo stesso titolo, anche per anni. Sono questi che mi vedono soprattutto impegnata dall’uscita del mio primo romanzo: trascorro spesso le intere giornate, per lo più del sabato, nelle librerie, incontrando i lettori, scambiando con loro impressioni e idee. La dedica delle copie, almeno per me che amo il rapporto con il pubblico, è soltanto l’ultima fase di questi incontri, unita al congedare il lettore che mi ha dato fiducia (e che ovviamente gradisca) con il classico “selfie con l’autore”: una abitudine, la mia, che sfocia in un collage di immagini di fine giornata che mi ricorderà sempre le meravigliose persone conosciute. Ovviamente, tornando alla domanda, in queste giornate è impossibile trovare spazio per lo scrivere. Per una buona applicazione occorre, come dicevi giustamente, tranquillità e concentrazione e, almeno per me, molto tempo. Per questo normalmente amo scrivere, quando non nella solitudine dei monti, la notte.

C: Puoi rivelare ai lettori del blog se hai già progetti per il tuo prossimo romanzo? Stai già lavorando a una nuova storia? 

F: Sì, certo, nuovi progetti e nuove avventure. Di abitudine, tra l’altro, porto avanti due opere in contemporanea, alternandone la stesura: un metodo che trovo valido per evitare una personale quanto esasperante variante del blocco dello scrittore. Pignola e pretenziosa quale sono, mi incaponisco spesso su passaggi, o concetti di un lavoro che proprio non riescono come vorrei e, a volte, staccare dedicandomi temporaneamente a tutt’altra vicenda mi risulta estremamente costruttivo. Ad ogni modo, tornando alle anticipazioni sugli scritti, al momento, sto ultimando un romanzo, sempre thriller, ambientato nell’area comasca e ispirato al cortometraggio di una giovane regista italiana, e ho “in cantiere” anche ciò che potremmo definire la biografia romanzata di un personaggio davvero speciale. Poi, naturalmente, non mancherò di portare a termine anche l’atteso prequel de “Il Bianco e il Nero”.

Scrittura e lettura vanno sempre a braccetto

C: Immagino che una brava scrittrice sia anche una grande lettrice, cosa ti piace leggere? C’è un genere che preferisci? 

F: Grazie Corrado intanto per il “brava scrittrice”! Sono da sempre convinta che la lettura sia la base imprescindibile per chi si cimenti con lo scrivere, e leggere è sempre stata una delle mie passioni fin da piccola, quando, finita l’età dei giornalini, attendevo l’uscita in edicola delle avventure cariche di mistero della ragazzina Nancy Drew o dei giovani amici investigatori dilettanti e dai ritrovi segreti. Divoratrice poi, con la maturità, di saggi scientifici, non ho mai perso comunque la passione per la letteratura gialla: ho letto moltissimi classici del giallo internazionale, dai più famosi autori ai meno noti: opere che, di tanto in tanto e a turno, alternate ad altre di più recente uscita, ancora oggi riprendo dalla mia nutrita e gelosamente custodita biblioteca e rileggo.

C: C’è la convinzione che chi scrive gialli, debba per forza leggere solo gialli, è così?

F: Sì e no. Scrivo romanzi gialli, ma non posso fare a meno di leggere tutto quello che mi capita a tiro, comprese, come diceva qualcuno, in mancanza d’altro, le etichette dell’acqua minerale! E’ anche vero però, devo ammetterlo, che la mia preferenza in merito alla narrativa ricade sempre e ancora sul genere thriller giallo/noir: pur non disdegnando altri generi, non riesco ad appassionarmi a nulla che non comprenda, oltre al ritmo incalzante, un mistero in cui districarsi e che solletichi e galvanizzi le mie “celluline grigie”.

Ringrazio Flavia per averci parlato del suo ultimo lavoro editoriale, dei suoi progetti per il futuro, della sua avventura di scrittrice e della sua esperienza da lettrice.

Presto leggerò La collezione e saprò raccontarvi di più.