Le ossa della principessa – Alessia Gazzola

Le ossa della principessa è un romanzo del medico legale e scrittrice siciliana Alessia Gazzola, edito nel 2014 da Longanesi.

Le ossa della principessa è il quarto romanzo della serie L’allieva, preceduto da L’allievaUn segreto non è per sempre e Sindrome da cuore in sospeso

“C’è qualcosa di corrotto in tutto questo, ma provo una sorta di voluttà anche nell’abbandonarmi all’errore, come se non potessi fare a meno di seguire questo sentiero oscuro.”

Le ossa della principessa: un cold case per Alice e il commissario Calligaris

L’intero Istituto di Medicina Legale è sconvolto dall’improvvisa e inspiegabile scomparsa di Ambra, collega nemica/amica di Alice. Anche se Ambra ha la fama della studentessa perfetta e della prima della classe sempre in competizione con gli altri, Alice è seriamente turbata dalla sua scomparsa e vorrebbe fare qualcosa per trovarla.

“Anita ha una voce che se fosse di tessuto sarebbe acrilico.”

Intanto Claudio e Alice vengono chiamati sulla scena del ritrovamento di uno scheletro in una zona un po’ isolata ma dove sono in corso dei lavori edili. Gli operai del cantiere hanno ritrovato un cadavere sepolto in posizione fetale con una moneta da due euro in tasca e con una coroncina di plastica posata accanto.

Dopo accurate indagini, si scopre che il cadavere è quello di Viviana, giovane studentessa di archeologia scomparsa qualche anno prima dopo un importante lavoro di ricerca a Gerico con l’équipe dell’università.

Viviana e Ambra

La vera svolta in questo cold case avviene quando il commissario Calligaris scopre una connessione fra Ambra e Viviana: le due ragazze erano nella stessa classe al liceo. A questo punto appare evidente che le due scomparse siano in qualche modo collegate. Ma sarà davvero così?

Alice allora inizia la sua collaborazione ufficiosa con il commissario Calligaris e si addentra in un mondo a lei sconosciuto.

Il risultato è un romanzo fresco, divertente e misterioso.

 

 

Precedente I tacchini non ringraziano - Andrea Camilleri Successivo Siti UNESCO in Italia a portata di treno