L’uomo di casa – Romano De Marco

L’uomo di casa è un romanzo del 2017 dello scrittore italiano Romano De Marco edito da Piemme.

L’uomo di casa: Sandra, Alan e Devon

L’uomo di casa è un romanzo thriller che può rientrare, a mio avviso, sotto la definizione di Domestic Noir.

IL romanzo è ambientato in Virginia, tra le città di Vienna, Alexandria e Richmond ai giorni nostri, ma ci si ritroverà ben presto di fronte a un’orribile vicenda risalente a più di trent’anni prima, all’inizio degli anni Ottanta.

Alan e Sandra vivono in un tranquillo quartiere residenziale di Vienna con la figlia Devon: Alan è un ingegnere e Sandra una logopedista. La loro vita scorre tranquilla fino alla fatidica sera in cui Alan viene ritrovato morto, all’interno della sua auto, con i pantaloni abbassati.

L’omicidio viene quasi subito archiviato come una rapina finita male: Alan infatti, che si pensava avesse avuto un incontro con una prostituta, è stato derubato.

Nulla è come sembra

Inutile dire che Devon e Sandra sono sconvolta, quasi non si parlano più e restano chiuse nel loro dolore. Sandra però, oltre a essere addolorata per la perdita, è anche in collera per il tradimento del marito che andava a prostitute mentre lei e la figlia erano a casa ad aspettarlo.

Ma qual è il segreto di Alan? Cos’è che Sandra non sapeva della vita segreta del marito? Le aveva mentito solo su quello o anche su altri aspetti della loro vita coniugale?

La svolta arriva una sera in cui Sandra ritrova, fra le cose di Alan, una chiave che non aveva mai notato prima… ma la chiave di cosa? Quale porta aprirà?

Nel frattempo John, un giornalista arrivato da poco nel quartiere, comincia a frequentare Sandra, a cercare di consolarla e si dimostra gentile e premuroso con lei… forse anche troppo. Ci sarà qualcosa dietro?

I buoni sono davvero buoni?

Con una narrazione scorrevole e intrigante, Romano De Marco cii tiene incollati alle pagine di un romanzo intricatissimo e davvero piacevole da leggere.

La suspense non manca di certo: fino alla fine non si sa mai se “i buoni” sono davvero buoni e “i cattivi” sono davvero cattivi. Insomma, un romanzo non consigliato… consigliatissimo! 

 

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