Napoli, città Patrimonio Mondiale UNESCO

La città di Napoli è iscritta alla Lista italiana dei siti del Patrimonio Mondiale UNESCO fin dal 1995 ed è uno dei 55 siti italiani della Lista del Patrimonio dell’Umanità. 

Piazza Plebiscito

Napoli e il suo centro storico

Napoli ha radici antichissime, la sua fondazione risale addirittura al V secolo a. C.

Nel 470 a. C. infatti, venne fondato un villaggio di pescatori sull’isolotto di Megaride (dove oggi sorge Castel dell’Ovo) e l’avevano chiamata Partenope, richiamando il nome di una sirena che, secondo la leggenda, si era suicidata non sopportando che Ulisse fosse riuscito a sfuggire al suo canto.

Castel dell’Ovo

Dopo la dominazione greca, la città ha visto avvicendarsi la dominazione romana, poi quella normanna, angioina, aragonese fino ad arrivare all’Unità d’Italia, con i Savoia.

Proprio grazie a questo avvicendarsi di dominazioni, Napoli conserva testimonianze delle varie culture che hanno dominato il Bacino del Mediterraneo nel corso dei secoli.

Ed è questa la motivazione per cui il riconoscimento di sito del Patrimonio UNESCO è stato dato all’intero centro storico della città di Napoli.

La città e il suo patrimonio

La città è quindi una sorta di museo a cielo aperto di arte, storia e urbanistica con monumenti che coprono un arco temporale di oltre venti secoli.

Della città greca non è rimasto molto, anche se scavi successivi alla Seconda Guerra Mondiale hanno portato alla luce tratti delle mura della città. Inoltre, visitando gli scavi archeologici sottostanti la chiesa di San Lorenzo Maggiore (la cui costruzione risale al periodo angioino), si possono vedere resti di archi e strutture murarie greche.

I ritrovamenti di epoca romana sono senza dubbio più numerosi e significativi: oltre alle necropoli e alle catacombe, si è anche conservata una parte dell’anfiteatro in cui si esibì Nerone. Di questo teatro si può visitare una parte del proscenio, raggiungibile dalla cantina di un basso. La visita è inserita nel percorso di visita alla Napoli Sotterranea (con partenza da piazza San Gaetano 68).

Il proscenio dell’anfiteatro

Al periodo di dominazione normanna si deve la costruzione di Castel dell’Ovo, che subì poi vari rimaneggiamenti nelle epoche successive, fino a raggiungere l’attuale aspetto databile alla fine del XVII secolo.

L’epoca angioina vide poi la costruzione di molte chiese, come la già citata S. Lorenzo Maggiore, S. Domenico Maggiore o Santa Chiara, ma anche di edifici pubblici in stile gotico-provenzale, come Castel Nuovo.

Si deve invece al periodo di dominazione degli Aragonesi il nuovo piano urbanistico della città, che prevedeva la costruzione di nuovi quartieri e di un Palazzo Reale che si affacciasse sulla spaziosa Piazza del Plebiscito.

L’ultima grande opera di pianificazione e restauro è databile al 1861, con la nascita di nuove vie e di nuovi quartieri.

L’ingresso alla Napoli Sotterranea