Vox – Christina Dalcher

Vox è un romanzo del 2018 della scrittrice e linguista Christina Dalcher, edito da Casa Editrice Nord nella traduzione di Barbara Ronca.

Questo bellissimo romanzo distopico è stata la mia ultima lettura del 2018: una lettura forte e significativa, di quelle che lasciano il segno, un po’ come 1984 di Orwell.

Vox: 100 parole al giorno

In un America di un futuro non troppo lontano si è affermato il Movimento per la Purezza, che prevede per la società una sorta di ritorno al culto vittoriano della vita domestica e prevede per le donne un tetto massimo di 100 parole al giorno. Per controllarle, viene installato un braccialetto elettronico che conta le parole dette: il braccialetto viene messo al polso di tutte le donne, bambine comprese.

Inoltre le donne sono state costrette a rinunciare al lavoro, al conto in banca e al passaporto, non possono neanche leggere ma solo guardare la tv. Alle bambine invece, non viene nemmeno insegnato a leggere e a scrivere, ma solo a far di conto… l’unica abiltà considerata necessaria per loro.

Jean può ribellarsi

Jean McClellan, la protagonista di Vox, è una neurolinguista di fama mondiale che però, a causa del Movimento per la Purezza, ha perso la possibilità di lavorare, studiare e parlare (le sono rimaste solo le 100 parole al giorno).

Jean è molto preoccupata per il futuro e non tanto per il suo, ma per quello di sua figlia di sei anni che, finché il Movimento per la Purezza è al potere, non avrà mai la possibilità di esprimersi e di imparare e dovrà rassegnarsi a una vita di silenzio e sottomissione.

Ce la farà Jean a cambiare le cose? A recuperare la parola e a indebolire il Movimento per la Purezza?

Obiettivo raggiunto

L’autrice, nei ringraziamenti, scrive: “Spero che questo libro ti abbia fatto arrabbiare un po’. E che ti abbia fatto riflettere”. Ecco, direi che Christina Dalcher ha centrato in pieno l’obiettivo!

Tramite i pensieri della protagonista, Christina Dalcher dipinge un mondo distopico terribile, in cui praticamente metà delle popolazione è completamente escluso dalla vita sociale e soggiogato al volere dei potenti e sottolinea come tutto ciò sia accaduto sotto gli occhi di tutti, in maniera graduale, fino a essere considerato “normale”: un inquietante parallelismo con la Germania nazista.

 

 

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