Ivrea, città candidata a Patrimonio UNESCO

Ivrea, la città del canavese in provincia di Torino, è candidata a diventare Patrimonio UNESCO.

Come ho già scritto nel mio precedente articolo riguardante la Sacra di San Michele, ogni Paese membro dell’UNESCO ha una propria Tentative List, cioè una lista di siti candidati a diventare Patrimonio UNESCO. Ivrea è uno dei 4 beni piemontesi inscritti nella Tentative List italiana.

La Tentative List dell’Italia conta ben 41 beni, di cui 4 in Piemonte: “Cittadella di Alessandria” (in Lista dal 2006), “Ivrea, città industriale del XX secolo” (in lista dal 2012) e i “Bacini del Lago Maggiore e del Lago d’Orta (in Lista dal 2006) e i  “Paesaggi culturali degli insediamenti Benedettini nell’Italia medievale”  (in Lista dal 2016).

A oggi, i siti appartenenti al Patrimonio UNESCO in Piemonte sono 4: le Residenze Sabaude, i Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, i Siti Palafitticoli dell’arco alpino e i Paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato.

Ivrea, città industriale del XX secolo

“Ivrea, città industriale del XX secolo”, questa è la dicitura scelta dall’UNESCO per inserire Ivrea fra le candidate per il Patrimonio. Il percorso di candidatura ha avuto inizio nel 2008, come riporta il sito ufficiale di “Ivrea, città industriale del XX secolo”, il Bene è stato inscritto nella Tentative List italiana nel 2012 e verrà esaminato dall’apposita commissione UNESCO nel 2018, come riportato dal quotidiano “La sentinella del canavese” del 31 luglio 2016.

Citando il sito ufficiale, “Ivrea, città industriale del XX secolo rappresenta, nel panorama italiano e mondiale, un modello atipico di città industriale moderna e si impone all’attenzione generale come risposta alternativa ai quesiti posti dal rapido evolversi dei processi di industrializzazione novecenteschi. Diversi elementi concorrono alla sua costruzione: la presenza della Olivetti e l’azione di Adriano Olivetti, che crea un terreno fertile di idee e di scambi con le culture del lavoro internazionali coeve; le riflessioni sulle ricadute della produzione sul territorio elaborate dei tayloristi sociali degli anni Trenta; le idee sulla città funzionale proposte nei primi CIAM (Congressi Internazionali di Architettura Moderna); la proposta comunitaria elaborata da Olivetti nel secondo dopoguerra; la felice congiuntura economica che investe la fabbrica tra il 1954 e il 1958; l’introduzione di discipline come la psicologia e la sociologia applicate direttamente alla conoscenza e al miglioramento della produzione; l’introduzione di tecniche urbanistiche innovative nella pianificazione della città e del territorio e la visione della cultura come elemento di modernizzazione sociale.”

Ivrea rappresenta un modello alternativo di sviluppo industriale, fondato sulla collaborazione fra impresa e lavoratori e sulle riflessioni scaturite dal Movimento Comunità.

Il Movimento Comunità è stato fondato a Ivrea nel 1947 su idea di Adriano Olivetti. Il Movimento teorizzava un nuovo ordinamento politico e amministrativo basato sulla Comunità e proponeva un modello economico basato sulle relazioni tra lavoratori e comunità delle imprese, con un’attenta attività di pianificazione, con l’attuazione di politiche sociali innovative, con iniziative che affermino la centralità della cultura nello sviluppo sociale e con l’impegno da parte dell’azienda di riversare sul territorio i benefici economici della sua attività.

I 19 beni candidati all’interno del progetto “Ivrea, città industriale del XX secolo” sono tutti collegati alla figura di Adriano Olivetti, alla sua importante eredità e al Movimento Comunità. Sempre citando il sito ufficiale di “Ivrea, città industriale del XX secolo”, “È su questa eredità – che è anche stimolo, riflessione, apertura sul futuro –  che poggia le proprie basi la Candidatura di Ivrea città industriale del XX secolo per la Lista del Patrimonio Mondiale Unesco.”

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