Due soldati – Mino Milani

Due soldati è un romanzo dello scrittore pavese Mino Milani pubblicato nel 2016 da Effigie edizioni nella collana Il Regisole.

Mino Milani, famoso giornalista, scrittore, fumettista e storico, mi è noto fin dall’infanzia per aver scritto uno dei romanzi che ho riletto più volte fra i dieci e quattordici anni: Il romanzo di Robin Hood (Mursia, 1986).

Oggi, dopo circa vent’anni, mi sono di nuovo emozionato grazie alle parole di Mino Milani e alla storia di due soldati, un padre e un figlio.

Due Soldati

Due soldati: una storia di guerra?

Due soldati è una storia ambientata durante la Prima Guerra Mondiale: i protagonisti sono Francesca, vedova e con un figlio sedicenne (Marco) e il ventisettenne Giuseppe.

Francesca e Giovanni si sposano ma Marco non si sente per niente figlio di Giuseppe.

Prima ancora dello scoppio della guerra, infuriano accesi dibattiti fra gli interventisti e chi è convinto che la guerra non porterà proprio a nulla.

Giovanni è un convinto interventista mentre Marco si professa contro la guerra; a corroborare le convinzioni di Marco c’è un suo professore che durante le sue lezioni sostiene che i soldati vengono mandati al macello e ritiene che la guerra sia uno spreco inutile di risorse e di vite umane.

Giovanni invece sostiene di dover portare avanti le convinzioni di famiglia: il padre e il nonno erano mazziniani convinti e avevano preso parte a varie battaglie, ora toccava a lui fare la sua parte!

Giovanni sarà fra i primi del suo paese a essere richiamato alle armi, ma la chiamata non lo intimorirà, anzi, lo renderà felice e orgoglioso.

Due Soldati - copertina

Lettere dal fronte

Giovanni incomincerà presto a spedire lettere al figlio Marco, ma lui deciderà altrettanto presto di non aprirle.

La prima lettera che il postino gli porta, la straccerà, mentre le successive le nasconderà in un vocabolario.

Perché?

Ovviamente non ve lo racconto e vi invito a leggere questo romanzo breve (un centinaio di pagine).

In queste poche pagine Mino Milani riesce a raccontarci una commovente storia d’amore e di guerra: il suo linguaggio diretto crea delle scene ed evoca sentimenti potentissimi… è un linguaggio che io definirei “cinematografico”.